Ho deciso di mettere per iscritto le considerazioni che faccio spesso al telefono con i leader di Yoga della Risata che formo, sperando che possano essere di aiuto anche per gli altri.

Una cosa di cui mi sono resa conto in questi tre anni anni è che non per tutti i Leader di Yoga della Risata è facile condurre fin dall’inizio senza un po’ di timore. È naturale averne, non sarebbe normale il contrario. Avere un po’ di paura, ogni volta che si fa qualcosa di importante è necessaria per prepararsi al meglio. L’importante è avere anche coraggio, altrimenti la paura diventa invalidante e non ci permette di condividere con gli altri la meraviglia della risata incondizionata. Questo vale per tutto, non solo per lo Yoga della Risata. Purtroppo la paura di non essere all’altezza dopo due soli giorni di corso è abbastanza diffusa e sono tante le persone che a volte mollano, pur essendo ricche di capacità e potenziale.

A volte è timidezza, altre una bassa autostima, altre ancora un territorio che non rende facile la diffusione (o la convinzione che sia così). Ma lo Yoga della Risata è un cammino: credo che nessuno si sia sentito all’altezza o non sia stato percorso da un brivido di terrore al pensiero di avere un gruppo ostico. 

E se poi non ridono? E se qualcuno si rifiuta di fare qualche esercizio? Se io mi dimentico un passaggio? Se non sono abbastanza convincente?

Potrei continuare all’infinito con la lista delle paure che possono attraversare la mente di un neo-leader alle prese con le prime sessioni da condurre.

Anche io me la sono fatta addosso. Semplicemente la voglia di mettermi in gioco, unita alla voglia di formare un gruppo di assidui ridenti e l’entusiasmo che la risata aveva instillato in me nella sfida dei 40 giorni, sommati insieme, avevano vinto sulla paura.

Ricordo ancora i fogliettini che avevo da poter sbirciare durante la spiegazione, le prove fatte a casa per i primi minuti di teoria (i famosi 5 punti), le scalette con tutte le risate e i giochi (e con il relativo tempo di esecuzione).

Credo che, se ci si vuole sentire al sicuro, è necessario prepararsi e non esiste niente di cui dovete vergognarvi.

Questo della Paura e del Coraggio è un insegnamento semplice ma potente che una grande persona ha condiviso con me durante uno dei miei corsi da Leader. Si chiama Bruno Lomele ed è counselor delle relazioni e formatore in Teatro Sociale. Se avete tempo andate a leggere i suoi post illuminanti qui.
Ricordo ancora l’attenzione palpabile quando a Ostia, durante il training, fece questo discorso. 

Per questo che ho pensato fosse utile stilare una serie di consigli, strumenti, avvertenze che qualsiasi leader o teacher possa avere sempre sottomano, basati sulla mia esperienza in questi tre anni non stop di sessioni in quasi ogni ambito e con un numero di partecipanti da 1 a 150. Può essere utile sia come promemoria che per rinfrescarsi le idee se vi siete fermati da tanto tempo e avete bisogno di una spintarella per recuperare benzina ed entusiasmo, sicurezza e autostima.

Comincerei con un preambolo generale, che ritengo molto importante.

Ogni Leader o Teacher di Yoga della Risata è diverso e – quindi – avrà un diverso stile di conduzione, gusti diversi nella scelta dei giochi o degli esercizi di risate, una voce differente, un ritmo differente. Non per questo un leader è più o meno bravo di un altro.

ESPERIENZA –  se non cominci, non ce l’avrai mai

I trainer possono oggettivamente differenziarsi solo per quantità di esperienza accumulata. Sicuramente un trainer che ha condotto 200 sessioni è più preparato ad affrontare un imprevisto rispetto a un trainer che ne abbia condotte 10. Semplicemente perché quella stessa situazione potrebbe essersi già presentata in passato e sa quindi come affrontarla, magari è riuscito a cavarsela egregiamente o non è stato soddisfatto da come ha reagito e ora sa quindi cosa NON deve fare,  magari perché si è fatto consigliare da chi aveva più esperienza di lui o perché il suo intuito è più affinato grazie alla pratica assidua e costante. La pratica è sicuramente fondamentale per migliorare con costanza. 

Spesso, dopo che qualche Leader mi vede condurre, mi dice – a volte con aria disfatta, altre intimidita – “Ah no, ma io non riuscirò mai a essere come te” oppure “Io non riuscirò mai ad arrivare al tuo livello”.

E io, di solito, rispondo con le parole che potete leggere poco sopra, spiegando che NON devono essere come me.

È fondamentale che ognuno di noi trovi il proprio stile e non faccia paragoni con gli altri. Ognuno di noi ha le sue caratteristiche naturali e cercare di essere qualcosa che non siamo è sempre controproducente.

Tra le altre cose il primo principio dello spirito interiore della risata è proprio questo:

Dice Madan Kataria : “Se vuoi ridere di più, trova il tuo sé più autentico. Sii te stesso e non fingere, poiché la verità è la forza più alta”. La domanda che dobbiamo porci è “Sono una persona autentica? In linea con la verità?”. Kataria racconta come, nei momenti di introspezione, si rese conto che spesso ciò che provava o pensava spesso non era in linea con le sue azioni. Era come essere due persone diverse: questa rivelazione ha cambiato per sempre la sua vita. Essere onesti con se stessi porta a liberarsi da ogni finzione e ci permette di entrare in uno stato di intensa gioia, pace e appagamento. Inoltre ti permetterà di trovare la tua risata più vera.

 

Naturalmente, dato il mio passato come animatrice, ho un ritmo abbastanza veloce e un fare piuttosto spigliato, ma vi posso assicurare che non in tutte le situazioni questo stile mi ha aiutato. In alcune, anzi, mi ha penalizzato. Di conseguenza ho trovato dentro di me altri accordi, altre tonalità che non conoscevo ma che – senza dei piccoli fallimenti – non sarebbero potute emergere.

È stato quando le cose hanno cominciato ad andare in maniera diversa da quella a cui ero abituata, che ho cominciato a pensare, a mettermi in discussione e ad accumulare esperienza. È per questo che oggi mi sento in grado di darti dei consigli. Eccoli qua:

 

  • Ridi ogni giorno, anche quando non ne hai voglia
  • Se hai smesso da un po’, ricomincia
  • Se hai una rete di leader/teacher su cui fare affidamento chiedi consiglio, supporto per ridere, ecc..
  • Se non ne hai una chiedi nel gruppo Prozone o iscriviti a Yorido (di cui parlo poco sotto);
  • Fidati di te stesso e del tuo intuito,
  • Se fai un errore cerca di capire l’entità (se ti sei dimenticato le respirazioni o le hai fatte dopo qualche risata non morirà nessuno) e evita di mortificarti. Gli errori sono fondamentali per migliorare e comprendere; nessuno ha mosso i primi passi in qualsiasi campo senza fare errori,
  • Continua a studiare, informarti e formarti costantemente, per quanto riguarda la risata ma anche su tematiche relative ad essa che ti incuriosiscono,
  • Non perdere mai il piacere di farlo 🙂 Se hai bisogno di aiuto perché magari alcune beghe burocratiche per aprire un club sono troppo, per te, puoi per esempio affidarti a un’associazione (io ti consiglio Yorido, perché mi ha aiutato tantissimo ad aprire il Club e ne faccio ancora parte, ha anche una banca progetti alla quale puoi accedere e ci sono tantissimi leader e teacher in tutta Italia ai quali puoi chiedere consiglio: è come una grande famiglia).
  • Se non hai un club vicino a te da frequentare, aprine uno! Il club della risata è uno dei tesori più belli che ho e anche se all’inizio può essere un po’ difficile ti ripagherà di tutto. La rete sociale che si crea è preziosissima e fondamentale per la propria felicità (lo dimostra uno studio di cui parlo in questo video),
  • Non avere paura di parlarne agli altri, se sei realmente entusiasta la gente lo sentirà e si incuriosirà. Se non ricevi l’interesse che ti aspettavi però non devi prendertela e non devi diventare logorroic@ 🙂 Lo YDR non è per tutti a ogni costo, o magari non è il momento giusto. Tante persone ne hanno sentito parlare varie volte e poi hanno deciso di praticare (quindi magari il tuo accenno sarà un semino ben piantato).
  • Se hai un club organizza delle uscite e delle cene estemporanee per creare legami anche al di fuori dello Yoga della Risata (ad es. la Cena del Buonumore)
  • Se sei demoralizzat@ perché nessuno viene al tuo club devi andare dove sono le persone. Questo è il consiglio di Kataria 🙂 Ad esempio Cinzia Perrotta, una Teacher romana, ha aperto il suo club nel  carcere di Rebibbia, dove faceva già servizio da tempo. Il tuo club potrebbe nascere anche nel condominio dove vivi (come fa Rita Strazzulla a Roma), o in una realtà già esistente (come ha fatto più volte Francesca Pieri, sempre di Roma) o in un’associazione che conosci bene.
  • Se fai fatica a farti conoscere forse non lo stai comunicando abbastanza, nella vita reale e in quella virtuale 🙂 Foto, Pensieri, Articoli. Fai in modo che la gente lo sappia, e chi è interessato arriverà a te.
  • Se hai solo una o due persone che vengono al club dedica loro tutta la tua attenzione, è come condurre un coaching one one one (questa è una delle paure maggiori dei leader, ma ti assicuro che anche un piccolo gruppo può dare grandi soddisfazioni, capisco però che a volte può essere un po’ frustrante),
  • Se il Club non decolla un’altra cosa che puoi fare è tappezzare il paese di volantini, penso alle mie leader Jessica e Anika, che stanno facendo delle cose stratosferiche.
  • Prova in vari contesti, magari il tuo potenziali fiorisce quando sei a contatto con i bambini, o con gli anzini, o nelle aziende 🙂 Se non tenti non lo saprai mai.,
  • Se vuoi guadagnare fin dall’inizio puoi anche lasciare perdere da subito. Dónati ed esperimenta! In questo modo ti sentirai più sicuro e accumulerai esperienza.
  • Nello Yoga della Risata non esiste un vero e proprio tirocinio obbligatorio (anche se credo che ci dovrebbe essere). Quindi è fondamentale che tu ti metta alla prova: approfitta delle occasioni che ti si presentano o proponiti per fare delle sessioni gratuite in vari ambienti, come ti dicevo sopra. Poi potrai pensare di fare anche progetti a pagamento. 
  • Chiedi sempre al teacher che ti ha formato consigli quando non ti senti sicur@,
  • Leggi “Lo Spirito Interiore della Risata” di Madan Kataria, una lettura che reputo fondamentale.

Di consigli ce ne potrebbero essere tanti altri 🙂 Ma la cosa più importante che puoi fare è non smettere mai di praticare la meditazione della risata, ogni giorno! Il tuo buddy è fondamentale ma se non ne hai uno usa skype risata! 🙂 

Se hai altri consigli scrivili nei commenti, saranno preziosi per chi leggerà dopo di te! 

Hai trovato utile questo articolo? Se sì  scrivilo nei commenti e condividi <3 Mi fa piacere sentire cosa ne pensi! 

 

 

Teacher di Yoga della Risata, Coach di Gibberish&Nonsense, esperta di giochi cooperativi, warm upper per eventi aziendali. Da tre anni conduce un Club della Risata nel suo paese e tiene corsi in tutta Italia sulla Risata incondizionata, il Gioco e il Gibberish, aiutando tantissime persone a rientrare in contatto con le energie vitali del proprio bambino interiore e quindi con il proprio potenziale innato.

Sei Leader di Yoga della Risata e sei in stallo? Questo articolo è per te

2 pensieri su “Sei Leader di Yoga della Risata e sei in stallo? Questo articolo è per te

  • 2 marzo 2018 alle 13:19
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    Bellissimo articolo ! Fondamentale direi…e scritto col cuore…si sente💖 grazie Lucia…mi piace leggerti perché ti sento autentica e profonda. Grazie! 💖

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    • 12 marzo 2018 alle 17:43
      Permalink

      Grazie Elisa, sei davvero cara <3 Grazie per il tuo grande impegno con la risata incondizionata!

      Rispondi

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