Credo sia normale, perché ho condiviso con loro due giorni di formazione e tantissime risate, ma le storie dei miei leader mi emozionano ogni volta che le leggo. 

Questo è il resoconto dolcissimo e toccante di una delle anime che mi è stato dato l’onore di incrociare in questo cammino con la risata. Grazie Roberta per il tuo coraggio, determinazione e la tua purezza. Grazie per esserti raccontata.  Il cambiamento, quando lo leggiamo nelle storie degli altri, diventa possibile.

di Roberta Sardelli 

Scrivere di sé è sempre difficile perché si ha l’impressione di non essere mai obiettivi, ma ci proverò! 

Sono nata e cresciuta a Roma, non ho un’infanzia serena perché un lupo mi ha rubato i sogni e la spensieratezza dell’età più bella, quella fatta di fate e di cavalli volanti. Io invece sono rimasta a terra nel fango e nella solitudine, con una rabbia ed un senso di inadeguatezza che si manifesteranno come un tornado qualche anno più tardi.

Nel frattempo la mia vita scorre da brava ragazza: scuola, Chiesa, volontariato, poi l’Università e la carriera di Avvocato che pratico per circa 6 anni in ambito penale.
Poi un grave lutto e la nascita del mio primo figlio mettono ko le mie energie e decido di abbandonare quella professione che in fondo non avevo sentito veramente mia. 
Gli anni passano ed un giorno qualunque d’agosto il mio corpo mi dice che qualcosa non va, mi avverte che ho esaurito le batterie e vado in tilt: non posso più mentire a me stessa.
In piena vacanza si torna a Roma e decido che quel giorno, il 13 agosto del 2014, sarà il giorno della mia rinascita. Ricomincio da me stessa. Guardare la polvere che si è accumulata sotto il tappeto per molti anni è doloroso, ma per sconfiggere il mostro lo si deve guardare dritto negli occhi.

Mi smonto e mi ricostruisco come un puzzle e comincio a fare ciò che mi rende felice, in mezzo a persone che (come me) vogliono provare a cambiare il mondo intorno a loro.
Fondo, insieme ad altri soci, un’associazione di volontariato, l’Ass. TrezeroTre, che si occupa di scuola, di genitorialità, ambiente e molto altro. Insieme a loro ed alle nostre iniziative mi sento di nuovo viva e questo mi dà la forza di spingermi oltre.
Voglio conoscere, leggere, ballare, assaporare tutto ciò che mi circonda e ridonarlo agli altri.

 

L’INCONTRO CON LO YOGA DELLA RISATA

Lungo questo cammino di scoperta il mattone centrale è stato l’incontro con lo Yoga della Risata.
Ricordo quei giorni di formazione a settembre come una scoperta di parti di me ancora sconosciute, di tasti che non avevo ancora suonato. L’incontro con persone meravigliose che ancora oggi mi accompagnano e con cui scambio energia pura! Da lì a decidere di aprire un club della risata è stato un attimo. 
Mi sono buttata senza pensarci (prima sarebbe stato impensabile per me!).
Le prime sessioni con un collega sono state montagne russe di emozioni, poi quelle condotte da sola mi hanno dato sempre più carica perché cominciavo a vedere sui volti di chi avevo davanti dei piccoli cambiamenti che poi scaturivano in grandi passi.

La mia amica, schiva e razionale, comincia a ridere e a vedere il lato positivo anche nel dolore.
La ragazzina, che cammina con le stampelle, il giorno dopo la sessione, si dimentica di portarsele dietro per fare una passeggiata.  L’amica di sempre mi dice che, seguendo il mio esempio, vuol togliere tutto il superfluo e il negativo dalla sua vita. Sentendo e vivendo tutto ciò la mia energia si moltiplica e mi fa dire: MAI PIÙ SENZA!!
A giugno la vita mi porterà in un’altra città ed ho già mille progetti!
Bella la vita che ci sorprende!

Ridiamo in faccia al dolore, perché non se lo aspetta!!!

Teacher di Yoga della Risata, Coach di Gibberish&Nonsense, esperta di giochi cooperativi, warm upper per eventi aziendali. Da tre anni conduce un Club della Risata nel suo paese e tiene corsi in tutta Italia sulla Risata incondizionata, il Gioco e il Gibberish, aiutando tantissime persone a rientrare in contatto con le energie vitali del proprio bambino interiore e quindi con il proprio potenziale innato.

Ridiamo in faccia al dolore, perché non se lo aspetta – di Roberta Sardelli

2 pensieri su “Ridiamo in faccia al dolore, perché non se lo aspetta – di Roberta Sardelli

  • 3 febbraio 2018 alle 10:00
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    Ciao sono Tina di Caserta ho 52 anni ho due figli e sono nonna di un meraviglioso bambino di 1anno che si chiama Emanuele.
    Mi occupo di economia collaborativa, e come sport faccio Tai chi e sono molto appassionata allo yoga della risata.
    La tua storia sembra la Mia.
    Voglio anche io portare questa Disciplina nella mia Città, e quindi voglio a ere più informazioni.
    Grazie di cuore

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    • 9 febbraio 2018 alle 16:50
      Permalink

      Ciao Tina 🙂 se vuoi sapere come poter aprire un Club puoi dare un occhio qui, la prossima formazione sarà in Aprile 2017 nelle Marche.

      Rispondi

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