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Alex Sternick, esperto internazionalmente riconosciuto dell’arte del non senso, del Gibberish e della terapia della risata ha cominciato il suo viaggio con la risata in India nel 2003 dove ha lavorato con dei pazienti in fase terminale, poi ha continuato il suo cammino in Etiopia. Queste esperienze l’hanno ispirato a portare lo Yoga della Risata in Israele, nel 2004 ha fondato il primo club della risata a Gerusalemme. Alex ha anche lavorato con israeliani e arabi, cercando di riunire le diverse comunità attraverso la risata. Viaggia regolarmente in Europa dove viene ospitato in molti stati per certificare ogni anno nuovi Coach di Gibberish e Nonsense.

 

Alex, tu dici che la risata è il migliore medicamento per l’essere umano…

 
Perché un giorno senza risate è un giorno perso dice Charlie Chaplin. Più noi ridiamo più il nostro sistema immunitario diventa forte e performante; la risata diminuisce gli ormoni dello stress e aumenta le endorfine. Fingi finché non diventa vero! Delle ricerche hanno dimostrato che il corpo non riconosce la differenza tra la risata spontanea e una simulata da qui il beneficio di praticare lo yoga della risata.
 
 Cosa vi ha portato a cercare ancora più lontano e poi a diventare professore di Gibberish?
 
La risata è cosciente ed è solo l’inizio del lavoro. Per completarlo l’arte del non senso e il gibberish operano sull’aspetto non cosciente dell’individuo. Quanto alla mia storia personale, ho avuto un’infanzia molto triste. Sono nato a Gerusalemme, i miei genitori sono di origine russa e sono figlio unico. Dall’ età di 4 anni sono andato molto spesso all’ospedale psichiatrico per fare visita alla mia famiglia malata. Per un bambino isolato, senza fiducia in se stesso, timido, obbediente e che viveva con la paura di dire no. Ho ancora dei ricordi dei momenti in cui ho parlato in Gibberish con me stesso, e questo mi faceva tanto bene. Oggi, ho 40 anni e ho sempre dei Flashback di questi momenti preziosi della mia infanzia.

 

 

 

Come funzionano il metodo della terapia attraverso il Gibberish, l’arte del non senso e il movimento Dada che praticate?

 
Se le persone non hanno mai fatto delle cose stupide, non faranno mai qualcosa di intelligente (Wittgestein).
Stupido in inglese si traduce con silly, e questa parola viene dalla vecchia parola inglese “sely” che vuol dire sano: quindi essere stupidi equivale a essere sani. Il Gibberish è un metodo studiato da centinaia di anni, specialmente in India, viene utilizzato per la gestione e l’espressione delle emozioni ed è parte integrante del programma di insegnamento di yoga della risata del dottor Madan Kataria. Questo metodo possiede un potere catartico, è una tecnica efficace di liberazione poiché permette la fuoriuscita e la gestione delle emozioni bloccate da moltissimo tempo. Quando avviene questa iniziazione La tecnica del gibberish viene appresa gradualmente, partendo dalle nostre prime parole da bebè sino a sperimentare l’emozione di parlare una lingua straniera e sperimentare dei suoni nel corpo. Così diventa possibile esplorare delle conversazioni con l’assurdo a diversi livelli. Per quanto riguarda l’arte del non senso è in connessione diretta con il dadaismo per quanto riguarda il lavoro sul cambiamento delle nostre percezioni e dei nostri vecchi sistemi di credenze. Secondo i suoi principi, il mondo è completamente irrazionale, quindi non abbiamo nessun bisogno di cercare di comprendere il suo funzionamento. Tutto è possibile se non aderiamo alla riflessione razionale e cominciamo a vivere nell’istante presente. Infine, il movimento Dada è originario della Svizzera e significa improvvisazione: la rottura delle regole per trovare il vero senso della vita. D’altronde Charlie Chaplin, che era un grande partigiano degli Gibberish e del Dada, è stato sepolto nei pressi di Vevey, sulle rive del Lago di Lehman. È la ragione per la quale la Svizzera è un luogo santo per i partigiani di questi metodi, e organizziamo spesso dei workshop qui, come è successo ultimamente ad Etoy.
 

Come si utilizza la terapia dell’arte del non senso nei momenti drammatici della vita come ad esempio l’annuncio di una malattia grave?

 
Il paziente deve essere istruito non solamente ad accettare la sua paura ma anche a saperne ridere. Per sentirsi ridicoli c’è bisogno di coraggio Viktor Frankl
La malattia arriva come un’opportunità per vedere e vivere la vita in maniera differente. Innanzitutto, bisogna accettare la malattia e riconoscerla per evitare di lottare contro di essa, perché la lotta indebolisce il nostro sistema immunitario. Bisogna in seguito annunciare a tutti quanti di essere malati per liberarsi dal dolore che lei ci causa. Lo scopo è di essere capaci di avere fiducia in se stessi e di dare meno importanza all’istituzione medica, alle statistiche e al mondo chiamato razionale. Dobbiamo avere fiducia nel caos della vita senza ricercare delle ragioni per tutto. Se viviamo la situazione in maniera istintiva, è in questo momento che l’impossibile può diventare possibile.

Parlatemi dell’idea che si sta dietro l’iniziativa di lavorare con gli israeliani e gli arabi di questo tentativo di riunire le diverse comunità attraverso la risata.

 
Nel 2004 ho conosciuto una giovane donna giordano-palestinese molto simpatica, che aveva il mio stesso punto di vista per sostenere la pace. Abbiamo avuto molti scambi e in un dato momento lei è venuta a Israele e abbiamo cominciato a collaborare insieme ciascuno secondo la propria specialità. Ho semplicemente immaginato la terapia della risata come un mezzo di risoluzione del conflitto.
Ma un giorno, ho realizzato una cosa importante: se il conflitto israelo-palestinese e la guerra esistono è perché esiste un dolore personale, ed è questo la causa di questa sofferenza globale. Se l’individuo non guarisce il proprio dolore, ci sarà sempre la volontà di lottare contro gli altri e di essere in conflitto.
 

Qual è il senso della vita secondo voi?

 
La vita è assurda, irrazionale. Noi abbiamo bisogno di improvvisare, di essere autentici e di vivere l’istante presente. Non aderiamo a una verità assoluta e non facciamo troppi piani per il futuro, come spiega bene questo proverbio popolare : noi facciamo dei piani per la nostra vita e dio ci prende in giro.
 
Se accettiamo che la vita è paradossale smettiamo di lottare e non ricerchiamo più il razionale. Dobbiamo essere più attenti al nostro lato emotivo, all’emisfero destro del cervello, che corrisponde alle nostre emozioni, al nostro bambino interiore. Quando non riusciamo ad accettare le nostre emozioni negative sentiamo anche poca gioia e poco piacere. Charlie Chaplin dice che per ridere davvero si deve essere capaci di prendere il nostro dolore e di giocarci. È solo così che possiamo raggiungere la gioia di vivere.
 
Fonte: Hayom
 

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Teacher di Yoga della Risata, Coach di Gibberish&Nonsense, esperta di giochi e vorace lettrice. Da due anni conduce un Club della Risata nel suo paese e tiene corsi in tutta Italia sulla Risata incondizionata, il Gioco e il Gibberish, aiutando tantissime persone a rientrare in contatto con le energie vitali del proprio bambino interiore e quindi con il proprio potenziale innato.
Vive nelle Marche, con i suoi scapestrati compagni di vita, Giovanni e Noa (uno dei due ha quattro anni).

Intervista ad Alex Sternick – esperto di Gibberish e Nonsense
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